Mai dire sempre – Attaccamento e accudimento nella relazione di coppia

12 Luglio 2019

          Sin dagli anni 70, Carl Rogers ammoniva le coppie dicendo che “il sogno di un matrimonio paradisiaco è assolutamente irrealistico“, andando così a sottolineare, i modo più che esplicito e con l’autorevolezza dell’esperto, come le relazioni  affettive, soprattutto se si cimentano sul  lungo periodo, debbano necessariamente confrontarsi  con  il cambiamento con la delusione da esso derivante.

Nel corso dell’ultimo secolo la coppia è stata al centro delle trasformazioni economiche, sociali e culturali che hanno attraversato la nostra società. In particolare, l’assetto delle relazioni sentimentali ha subito cambiamenti in rapporto a variazioni demografico-culturali e nuovi modelli comportamentali, con  differenti sfumature in base al territorio, alle aree culturali ed alle fasce sociali. La difficoltà di queste nuove sfide ha fatto sì che la capacità di adattamento della coppia, a partire dalla sua configurazione iniziale, tradizionale, spesso si scontrasse con l’incapacità dei partner di cambiare e di adeguarsi plasticamente alle richieste di mutamento nel tempo, finendo inesorabilmente per arenarsi nella separazione.

          A tal proposito, il sociologo polacco Zygmunt Bauman, ha affermato che la cultura consumistica tipica dell’odierno mondo occidentale, ha contagiato anche i legami affettivi e sentimentali. La contraddizione dei nostri giorni, legata al desiderio di vivere un amore unico e autentico che convive con la paura di un legame esclusivo e stabile, viene da lui definita “amore liquido“.

La liquidità, che secondo Bauman impregna tutto il nostro mondo, investe oggi anche il campo degli affetti, con legami che si consumano come fossero merci, con seguenti, quanto inevitabili, caratteristiche di fragilità ed incertezza.

          La  logica del consumismo, infatti, fa sì che l’uomo senta l’impulso di possedere l’oggetto del suo desiderio per sostituirlo con altrettanta velocità, attivando e chiudendo  le relazioni sentimentali in base ad una convenienza personale, con scarsissima tolleranza  rispetto alla frustrazione. In altre parole, si rileva come sia profondamente instillato, nel pensiero dell’uomo moderno, il concetto secondo il quale a ciò che non funziona, a qualunque livello, sia più conveniente una sostituzione ex-novo, piuttosto che una riparazione. Questo è vero per gli oggetti e lo è altrettanto per le relazioni, che subiscono il duro contraccolpo della  filosofia consumistica che si  va a sommare all’idilliaco e irraggiungibile concetto del “rapporto perfetto”.

          Ne deriva un quadro di relazione praticamente impossibile da realizzare ed ancor più da gestire, dominato da un costante stato di contraddizione che vede convivere il desiderio di un amore unico e autentico con la paura di un legame stabile ed esclusivo.

          In questo poco confortante proscenio sociale delle relazioni sentimentali tra adulti, sono di ispirazione gli studi di Powell, Cooper, Hoffman e Marvin, che analizzano la natura di un’altra relazione diadica significativa per l’essere umano, la più importante: quella genitore-bambino. Il modello del “Circolo della Sicurezza“, che elabora  ed amplia il concetto di “base sicura” di Bowlby, è fondato sull’intuizione innovativa che il legame di attaccamento tra esseri umani non possa mai essere statico e costante nel tempo, ma segua in realtà, sin dalla nascita e per tutta la vita, un ritmo, un’alternanza naturale che prevede momenti di avvicinamento e momenti di allontanamento. Lo schema proposto dagli autori è costituito da un semplice circolo, alla cui estremità vi sono delle mani, a simbolizzare la presenza del genitore, che si configura sia come base sicura, per favorire l’esplorazione del  mondo da parte del bambino, sia come porto sicuro, per fornire riparo e protezione durante il suo bisogno di ritorno. L’accoglienza, tra le mani così poste, fornisce al bambino anche l’insostituibile nutrimento emozionale e sentimentale al quale, con una vera e propria “suzione emotiva”, il bambino si attacca per soddisfare il suo bisogno di calore e conforto; tuto questo nel pieno rispetto delle intuizioni dello stesso Bowlby che vede parificata agli elementari e  primari bisogni  vitali, la necessità di vivere, sentimentalmente ed emotivamente, all’interno di una  relazione con l’Altro.

            A simili  conclusioni era giunta, per tutt’altro percorso di ricerca, la psicoterapia della Gestalt che, all’inizio degli anni 2000, aveva posto la relazione al centro della riflessione sulla prassi clinica e sul funzionamento umano, convenendo sull’importanza dei legami e delle dinamiche interpersonali nella formazione delle disfunzionalità psicologiche. In un interessante articolo del 2002, Maria Menditto e Filippo Rametta teorizzavano fasi alternate di contatto e ritiro con l’Altro, come parti integranti di un Ciclo di relazione, evoluzione logica e perfezionamento del già noto “Ciclo di Contatto” dei Polster, ove l’individuo si focalizza ritmicamente sull’esplorazione della connessione e del contatto con l’Altro (bisogno di appartenenza) e poi sull’individuazione (bisogno di differenziazione). In questo caso il ciclo è rappresentato con  una curva di Gauss: all’apice della campana vi è il momento del contatto, in cui l’individuo sperimenta il senso di appartenenza, mentre alle due estremità laterali è rappresentata la fase del ritiro, durante la quale l’individuo si differenzia e si allontana dall’Altro.

I due modelli, quello del Circle of Security (C.O.S.) e quello della Gestalt Psicosociale®, si configurano graficamente in modo diverso, sebbene entrambe le rappresentazioni schematizzino efficacemente i due diversi momenti, quello di avvicinamento (contatto nella Gestalt Psicosociale e ritorno nel C.O.S.) e quello di allontanamento (ritiro nella Gestalt Psicosociale e ritorno nel C.O.S.).

          Il modello del  C.O.S. si concentra primariamente sui bisogni espressi  dall’individuo (nello specifico dal bambino), mentre il modello della Gestalt Psicosociale® si concentra sulla  posizione dell’individuo nelle  varie fasi, descrivendone dettagliatamente la fenomenologia.

          Tuttavia, non sfugge  l’assonanza  tra le due diverse rappresentazioni, che lasciano intuire come  l’idea di base della ritmicità, nell’avvicinamento e nell’allontanamento dei due componenti della relazione, possa facilmente essere trasposta dal rapporto genitore-bambino al rapporto tra adulti in  generale e con il partner in particolare. Ovviamente in quest’ultimo non vi è la differenziazione gerarchica che caratterizza il primo, ove la funzione di accudimento è responsabilità  unicamente dell’adulto. Piuttosto è ipotizzabile invece che, all’interno di un rapporto sentimentale paritetico, la funzione di accoglienza/accudimento possa/debba essere svolta alternativamente dall’uno o dall’altro partner. Quindi, ciò che caratterizzerebbe la coppia sana, è proprio la capacità elastica di ciascuno dei due componenti di svolgere la funzione accudente, consentendo  all’altro di avere accoglienza, sostegno  e protezione quando necessario, ma anche di potersi allontanare (ritirare) e differenziare in altri momenti, nella certezza che l’Altro ci sarà e sarà disponibile per accogliere il ritorno.

          Il compito di ciascun partner, sarà quindi quello di assecondare e sostenere i bisogni di  esplorazione dell’altro, garantendo fiducia e provando gioia per ciò che l’Altro è (cioè quando il partner richiede ammirami), sostenendo ed incoraggiandolo a portare a termine i suoi progetti (aiutami), interessandosi e partecipando, attivamente o anche solo emotivamente, a ciò che fa (apprezzami) e facendo sempre sentire che la propria presenza nella coppia è certa, sicura e stabile, un’azione che potrebbe essere l’equivalente tra adulti del bisogno “sorvegliami” che si ha da bambini, con la necessaria distinzione  nelle due situazioni, dove il “sorvegliami” degli adulti ha più attinenza con il sostegno e la protezione che non la sorveglianza intesa in senso stretto. Nella vita di coppia quotidiana, è importante che vengano appoggiati i momenti di esplorazione, cioè quelli che comportano attività al di fuori della vita comune e condivisa, con conseguenti periodi di differenziazione e individuazione.

           In altri momenti però, sarà importante che ciascuno dei componenti la coppia si renda disponibile ad accogliere il ritorno dell’Altro, partecipando empaticamente alle emozioni del ritorno, qualunque esse siano (non esistono emozioni positive o negative). Nella sostanza vuol dire essere in grado di essere insieme, “Essere Con” l’Altro, nei momenti di paura (proteggimi), in quelli di rabbia (aiutami ad organizzare e gestire le mie emozioni), in quelle di curiosità (partecipa alle mie scoperte e sostieni la mia sete di sapere), in quelli di gioia (partecipa al mio piacere), in quelli di vergogna (sostieni e comprendi le mie motivazioni).

          Lo spazio dell’IO diviene così in questo schema, lo spazio individuale, mentre lo spazio del NOI, quello del contatto, della condivisione con l’Altro, comprendendo nei due diversi  spazi, sia funzioni di esplorazione che di ritorno. Lo spazio indicato come “TU“, rende bene l’idea dell’ambivalenza dei circoli: ciò che vale per me, vale per te, ciò che non vale per me, non vale per te.

          Ecco che si perpetua, in questa maniera, quanto appreso nella prima e più importante relazione della nostra vita, dove, grazie allo  sviluppo della dinamica di attaccamento/accudimento, ci viene fornito un imprinting che influenza il  resto della nostra vita relazionale, talvolta riproducendosi e replicandosi come  è stato appreso dal genitore di riferimento, talvolta per differenza, con dinamiche affettive specularmente contrarie a quanto abbiamo  sperimentato ma, proprio in  ragione di ciò, ugualmente vincolanti. Il Ciclo di Relazione e il Circolo della Sicurezza, trovano la loro unica matrice in quella dinamica che mai si impara consapevolmente e mai si dimentica. Non è infatti difficile riconoscere, in una  relazione sentimentale tra adulti, quanto entrambi i partner hanno ricevuto in eredità dalle rispettive relazioni genitori-figli o, comunque, con i caregivers eletti quali punti di riferimento per la crescita. Ciò risulta ancora più visibile laddove si vada alla ricerca dei difetti o delle disfunzionalità all’interno di  un rapporto di coppia, dove ognuno esprime in tutta autonomia, quanto appreso nella relazione diadica con la propria madre e/o il proprio padre.

          Allo stesso modo è evidente come le disfunzionalità ed i blocchi relazionali sul Circolo che un individuo ha sperimentato durante l’infanzia, possano determinare nuclei problematici e processi difensivi in età adulta  rispetto ai rapporti  di coppia in particolare, e sociali in generale.

          Aver sperimentato, in età evolutiva, un Circolo della Sicurezza Limitato nella parte superiore, quella esplorativa, può generare un blocco nella capacità di individuazione e separazione (fasi del Ciclo di Relazione) e/o nella capacità di comprendere le necessità esplorative dell’Altro, che vengono  vissute come tentativi di abbandono.

        Il vissuto di un Circolo della Sicurezza Limitato nella parte inferiore, può generare nell’adulto l’incapacità di entrare in intimità emotiva (che talvolta si esprime anche come sintomo sessuale) nell’incapacità di comprendere empaticamente la sofferenza emotiva dell’Altro.

          Un Circolo Limitato nella parte delle Mani, sperimentato da bambini, con genitori o caregivers eccessivamente minacciosi o deboli o addirittura assenti, può condurci, da adulti, alla ricerca di un partner con caratteristiche simili o diametralmente opposte a quelle vissute con il genitore di riferimento o ad esercitare dinamiche di forza e dominanza/debolezza e sottomissione, rispetto al partner.

 

           Un modello completo quindi per la lettura delle dinamiche relazionali e di coppia, che consente ai professionisti  del settore, sulla base dell’anamnesi e delle osservazioni delle interazioni,  di comprendere sempre ove collocare i partner nel grafico  di riferimento e, conseguentemente, di comprendere anche dove intervenire e che tipo di strategie  proporre  per favorire un cambiamento.

Leggi altri articoli

Perchè fare psicoterapia

Perchè fare psicoterapia 9 Maggio 2018 “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi” (Albert Einstein) Nell’odierna cultura occidentale, caratterizzata da ipereffcienza e dinamismo, le persone che mostrano malessere psicologico vengono definite, per opinione culturale ancora radicata, come “deboli” o “fragili” e pertanto così inadeguate che anche il chiedere aiuto viene assimilato... Mostra articolo

Psicologia Giuridica Roma – Lezione a La Sapienza

Psicologia Giuridica Roma – Lezione a La Sapienza 25 Gennaio 2018 Psicologia giuridica Roma - La Sapienza L'importanza dello psicologo nelle cause civili e penali, il rapporto con i giudici e la centralità del ruolo per la valutazione finale dei soggetti. https://www.youtube.com/watch?v=RtdiNV_soqg Leggi altri articoli tags Pubblicato: 25-01-2018 da Daniela Bartoli Tags: che cos'è la... Mostra articolo

CIRCLE OF SECURITY® PARENTING©

CIRCLE OF SECURITY® PARENTING© 28 Settembre 2018 CIRCLE OF SECURITY® PARENTING© (COS-P) ROMA - CORSO TEORICO-PRATICO ECM richiesti The Circle of Security® Parenting© è un programma  di  teoria e di prassi clinica per la prevenzione e l'intervento a sostegno delle funzioni genitoriali. Utilizzando il modello COS-P, sviluppato da Kent Hoffman, Glen Cooper e Bert Powell, psicologi, psicoterapeuti,... Mostra articolo

tags

Pubblicato: 12-07-2019 da Daniela Bartoli Tags: accudimento / amore / amore liquido / attaccamento / bowlby / capire la coppia / centro italiano gestalt / ciclo di contatto / ciclo di relazione / circle of security / circle of security parenting / Circolo della sicurezza / Contatto / Coppia / coppia amorosa / Coppie / crisi di coppia / Daniela Bartoli / divorzio / gestalt / Gestalt psicosociale / innamorarsi / matrimonio / maurizio giusto / meeting estivo della gestalt esperienziale / menditto / partner / polster / rametta / relazione / relazione di coppia / relazione sentimentale / rogers / separazione / sicurezza / tradimento / trasformazione della coppia / workshop gestalt /