Perchè fare psicoterapia

9 Maggio 2018

“Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi”

(Albert Einstein)

Nell’odierna cultura occidentale, caratterizzata da ipereffcienza e dinamismo, le persone che mostrano malessere psicologico vengono definite, per opinione culturale ancora radicata, come “deboli” o “fragili” e pertanto così inadeguate che anche il chiedere aiuto viene assimilato ad una sconfitta o ad un fallimento. In altre parole, l’inizio di un percorso terapeutico viene stigmatizzato come segnale di “pazzia”, squalificato come qualcosa di inutile, che potrebbe essere sostituito da una relazione amicale o, ancora ritenuto eccessivo, in quanto, prima o poi “tutto si sistemerà” e quindi basta rimanere in attesa che le cose cambino da sole. Si tratta di luoghi comuni, privi di fondamento scientifico, che fanno allontanare le persone sofferenti da una reale presa di coscienza e di responsabilità dei disturbi che percepiscono. Il risultato è, che ci si ritrova a convivere con ansie, depressione e altre forme di disagio psichico, talvolta anche gravi, quando invece un percorso di psicoterapia sarebbe risolutivo e di grande sollievo.

 

Molte sono le ricerche che dimostrano che la psicoterapia è veramente efficace ed in grado di produrre un “cambiamento” significativo; un cambiamento che si traduce anche in una reale modifica nei collegamenti tra le cellule nervose del cervello. Quindi la psicoterapia ha un riscontro a livello neurofisiologico.

Per richiedere una psicoterapia sono necessarie soltanto tre cose:

  • La capacità di affidarsi all’altro, in questo caso lo psicoterapeuta
  • La percezione soggettiva di un disagio
  • La decisione autodeterminata di intraprendere il percorso terapeutico

Ciò significa che non è necessario avere un sintomo grave per richiedere aiuto, ma la domanda può essere fatta anche quando “soggettivamente” ci sentiamo a disagio, quindi anche quando gli altri non sentirebbero disagio per lo stesso motivo. Qualunque sia il motivo della richiesta, lo psicoterapeuta sarà sempre in grado di ascoltare empaticamente la persona e di aiutarlo a ritrovare serenità e benessere psicofisico.

Quindi, quando è consigliabile una psicoterapia?

Quando ci sentiamo molto preoccupati o molto “giù di corda”, senza che vi sia un motivo reale e contingente

Quando invece un motivo reale e contingente c’è stato e siamo stati sottoposti ad un evento particolare e importante (ad esempio un lutto, una separazione, un cambiamento inaspettato) e il disagio si protrae a lungo nel tempo senza che si riesca a risollevarsi

Quando facciamo fatica a concentrarci, a lavorare o studiare e non riusciamo più a trarre piacere dal contatto con le persone care

Quando abbiamo attacchi di panico o stati di ansia o angoscia ricorrenti e importanti

Quando ci accorgiamo di avere dei rituali (azioni, comportamenti e/o pensieri ricorrenti) che interferiscono nelle attività quotidiane: ad esempio lavarsi le mani ripetutamente, compiere alcuni gesti rituali prima di andare a letto, pensiamo in modo ossessivo ad una persona o ad un evento

Quando abbiamo un rapporto inadeguato con il cibo: ad esempio mangiamo troppo o troppo spesso e troppo poco ed il peso corporeo varia in modo significativo

Quando abbiamo una paura invalidante per un oggetto, un animale, una situazione che non sono oggettivamente pericolose per la nostra incolumità (fobie)

Quando siamo stressati e stanchi, insoddisfatti della nostra vita

Quando il nostro progetto di coppia o familiare, sta entrando in crisi o sta fallendo

Quando non abbiamo stima in noi stessi e ci sentiamo bloccati dal giudizio degli altri

Oppure semplicemente, quando abbiamo bisogno di chiarirci le idee perché ci sentiamo confusi ed abbiamo bisogno di un confronto con una persona esterna, che in modo professionale e disinteressato sappia aiutarci a capire cosa fare

 

In tutti questi casi, parlare con un professionista delle relazioni, quale è lo psicoterapeuta, può sollevare da un grande peso e far sentire subito meglio. Sarà cura dello psicoterapeuta metterti a tuo agio e farti vivere in modo naturale il colloquio, anche se sei imbarazzato o in ansia nell’intraprendere questo nuovo percorso. Lo psicoterapeuta non giudica e non fa alcun tipo di valutazione morale, non divide le persone in “buone” o “cattive”, in “capaci” o “incapaci”, in “simpatiche” o “antipatiche”, in “sane” o “malate”.

In psicoterapia si può parlare liberamente senza sentirsi “strani” o “diversi” e non esistono argomenti inconfessabili o troppo banali per essere trattati.

 

Lo psicoterapeuta

L’attenzione e l’accoglienza dello psicoterapeuta è sempre incondizionata, anche se a volte, durante alcune sedute, ci si può sentire a disagio. E’ importante che ciò accada perché se così non fosse, vorrebbe dire che la psicoterapia non sta funzionando e che gli incontri non stanno portando nulla di nuovo nella nostra vita.

A volte i colloqui sono molto intensi, mentre in altri momenti possono sembrare vaghi o privi di obiettivo: anche questo rientra nel processo di cambiamento, che ha momenti di accelerazione e momenti di assimilazione del cambiamento.

Gli psicoterapeuti, così come i medici o gli avvocati o i geometri o qualsiasi altra categoria di professionisti, non sono tutti uguali. A parità di competenza e preparazione, ciascuno di noi porta sé stesso nel settinge propone anche il suo specifico “modo di essere”. Questo significa che dopo circa tre o al massimo quattro sedute, dovremmo sentirci a nostro agio con lo psicoterapeuta. Se ciò non avviene, forse dovremmo cambiare professionista. Naturalmente essere a proprio agio non vuol dire essere ossessionati dal domandarsi se la terapia stia funzionando o meno, controllare se ci sono cambiamenti nella nostra vita quotidiana: ciò sarebbe come andare in palestra tre volte e poi controllare se i muscoli sono aumentati. Per apprezzare dei cambiamenti c’è bisogno di tempo, costanza e regolarità.

Se tutto questo avviene, ad un certo punto vi sentirete meglio, tutto sembrerà più chiaro e diverso ed i sintomi pian piano cominceranno a scomparire: questa è la magia di una buona psicoterapia.

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Pubblicato: 09-05-2018 da Daniela Bartoli Tags: conoscere la depressione / Daniela Bartoli / il percorso psicoterapico / lo psicoterapista / mi sento male / perché fare psicoterapia / perché psicoterapia /